Monza: Lifenergy e palestre in crisi
Ottobre 2008 - Il caso Lifenergy coinvolge circa 200 consumatori: quelli che hanno interpellato le varie associazioni a loro tutela che operano sul territorio, ma potenzialmente, considerando la stima dei frequentatori delle due palestre, potrebbero diventare qualche migliaio.
Lifenergy è una società di consulenza marketing ed altro, servizi offerti ai diversi centri fitness, sparsi sull'intero territorio nazionale, aderenti al suo network. Le palestre di Monza e Muggiò, che espongono la sua insegna, fanno capo alla Promozione Benessere s.r.l. Qualche mese prima dell'improvvisa ed inaspettata chiusura, avvenuta verso la fine di giugno scorso nella struttura della zona di Monza e all'inizio di luglio in quella Muggiorese, i gestori avviavano una capillare campagna promozionale di abbonamento, a costi contenuti.
Naturalmente l'offerta, che in seguito si sarebbe rivelata truffaldina, riscuoteva ampio successo: numerose persone vi aderivano vincolandosi per alcuni anni e molti di essi dilazionavano il costo con un finanziamento.
La cooperazione tra gli enti a tutela dei diritti di utenti e consumatori, ha generato la costituzione del Comitato Lifenergy, supportato legalmente dall'avvocato Paolo Sorlini dello Studio Cremonesi &Sorlini. Prontamente egli si è attivato redigendo una bozza di denuncia-querela personalizzabile ed adattabile ad ogni singolo caso, che ciascun consumatore ha depositato presso la Procura del Tribunale di Monza.
È iniziata la fase istruttoria e della vicenda si stanno occupando tre Pubblici Ministeri e sembrerebbe probabile il rinvio a giudizio degli indagati.
E’ incontestabile che il settore delle palestre monzesi è in crisi. Il principale fattore scatenante è da ricercarsi, secondo gli addetti ai lavori, nella nuova frontiera del wellness, che ha indotto gli operatori locali a mutare la vocazione sportiva del proprio centro, a favore di un orientamento più simile a quello di una stazione termale (Spa). Questa tendenza, ha determinato la progressiva chiusura delle palestre per i necessari interventi di ristrutturazione, che i titolari hanno ben pensato di cominciare nel periodo estivo. Al rientro delle vacanze, molti abbonati-clienti hanno trovato le palestre chiuse e conformemente ad una clausola contrattuale, che presenta una sostanziale vessatorietà a danno del consumatore, sono stati dirottati, per lo svolgimento dell'attività sportiva, in altri impianti convenzionati spesso sottodimensionati. Il sovraffollamento che ne deriva e l'assenza di strutture accessorie come la piscina ed altre, provocano la totale insoddisfazione del cliente consumatore, che è tuttavia vincolato dall'accordo sottoscritto.
Confconsumatori – Federazione provinciale di Monza, auspica che la nuova normativa sull'azione collettiva (c.d. Class Action), possa trovare favorevole applicazione in casi simili a questi.