ENI GAS E POWER: OTTENUTO DECRETO INGIUNTIVO IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO

ENIMantova, 27 luglio 2015: l’avv. Peschiera del Foro di Mantova, legale Confconsumatori, ha permesso ad un consumatore di ottenere in brevissimo tempo la restituzione degli importi illegittimamente trattenuti dalla società di fornitura di gas e luce. Il consumatore aveva sempre regolarmente pagato al fornitore tutte le fatture di acconto che gli erano pervenute nel corso del rapporto.

Dopo diversi anni il fornitore ha emesso una fattura di conguaglio, avvedendosi della circostanza che l’utente aveva corrisposto, in acconto, somme in eccedenza decisamente consistenti e, per la precisione, ammontanti ad oltre 14.000,00€.

Il consumatore aveva richiesto al fornitore la restituzione dell’importo, ma questo, fornendo spesso risposte pretestuose, aveva tardato la restituzione, compensando gli importi delle nuove fatture con il proprio debito.

In tal modo aveva messo il consumatore nella impossibilità di poter ottenere la restituzione immediata degli importi dovuti e di non poter agevolmente recedere dal contratto in essere, avendo il timore di non veder più corrisposta la somma ancora a credito.

L’avv. Peschiera ha richiesto ed ottenuto nei confronti del fornitore la pronuncia di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo ed ha ottenuto da parte del fornitore, a distanza di soli 12 giorni il pagamento dell’intero importo ancora dovuto e di tutte le spese di procedura.

L’avv. Peschiera ha così commentato la decisione: “una soluzione tempestiva ed incisiva per far valere i diritti del consumatore, troppo spesso succube del sistema e spesso intimorito dall’atteggiamento perentorio delle società che gestiscono le utenze domestiche non solo per ciò che concerne gas e luce, ma anche le linee telefoniche”.

Una soddisfazione per il consumatore che, pochi giorni dopo aver contattato la Confconsumatori, avevano già intascato per intero le somme loro dovute.

CHIUSURA ESTIVA CONFCONSUMATORI MILANO

Dal 31/07/2015 al 01/09/2015 la sede di Milano, in via de Amicis 17, resterà chiusa al pubblico.

Per essere ricontattati nel mese di settembre scrivere una mail a: milano@confconsumatori.it

Si prega di non lasciare messaggi in segreteria telefonica. Grazie.

 

 

Contratti per adesione: la clausola di proroga tacita vessatoria anche se bilaterale

indexLe clausole di proroga tacita o di rinnovazione del contratto, se predisposte dal contraente più forte nell’ambito di un contratto per adesione, rientrano tra quelle sancite a carico del contraente aderente e sono, pertanto, prive di efficacia, a norma dell’art. 1341, comma 2, cod. civ., qualora non siano specificamente approvate per iscritto dal contraente aderente, anche quando hanno carattere di reciprocità e bilateralità.

Lo ha ribadito la Suprema Corte in una recente decisione (Cassazione civile, Sez. VI, 14/07/2015, n. 14737): secondo la S.C., non è possibile una interpretazione che, in ragione della bilateralità della condizione contrattuale prevista, escluda la vessatorietà. Infatti, in tali ipotesi, avendo il legislatore espressamente considerato vessatoria la condizione in quanto “a carico” dell’altro contraente, la valutazione ex lege così espressa non risulta superabile per il fatto che la stessa condizione operi anche “a carico” della parte predisponente.

 La ragione è che il legislatore ha considerato la vessatorietà connaturata alla clausola impositiva di comportamento “a carico” dell’altro contraente e, dunque, l’ha implicitamente ritenuta non elisa dalla bilateralità.

 Fonte: quotidiano giuridico IPSOA, notizia del 17/07/2015

 

 

Contraffazione online, Mise lancia la “Carta Italia” per bloccare i falsi

vicariL’Italia dichiara guerra alla vedita di prodotti contraffatti su Internet: dopo la Francia siamo il secondo Paese ad avere una “carta” che impegna tutti, istituzioni, Associazioni dei consumatori e imprese, a collaborare tra loro per fermare i prodotti che non sono autentici, prima che arrivino sul mercato, minacciando la sicurezza di chi li acquista. E’ la “Carta Italia” firmata oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

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Alzheimer: prima vittoria a Milano

anzianocura

Il giudice lo ha confermato «La retta dei malati di Alzheimer non è dovuta»; Confconsumatori accoglie con entusiasmo la notizia

 

Dopo che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4558 del 22 marzo 2012, aveva statuito che nulla, assolutamente nulla può essere chiesto ai malati di Alzheimer e ai loro parenti per il ricovero in RSA o in cliniche private convenzionare, oggi anche la giurisprudenza di merito ha iniziato ad uniformarsi al dettato della Suprema Corte. Confconsumatori, che da tempo si occupa del tema e che ha in corso cause analoghe in diverse città d’Italia, ha accolto con entusiasmo la notizia.

Il primo ad essersi pronunciato in materia, proprio in queste settimane, è stato il Tribunale di Milano con sentenza n. 7020/15. Il caso è quello del fratello di una malata di Alzheimer, che aveva proposto opposizione avverso una cartella esattoriale di 118.245,12€ emessa da Equitalia Nord S.p.a., la quale pretendeva dall’uomo, in qualità di unico erede della malata, il credito vantato dal Comune di Milano nei confronti della sorella, deceduta, in condizioni di non autosufficienza perché affetta da Alzheimer. Tale credito derivava dal pagamento, effettuato dall’ente territoriale, della retta di ricovero presso la RSA Istituto Geriatrico.

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Appuntamento mensile su Milanow: domani, ore 15,00, non mancate

thCome ogni mese, anche a giugno siamo su Milanow: domani, 26/06/2015, alle ore 15,00, l’avv. Valentina Filippini dell’ufficio legale di Confconsumatori Lombardia porterà a “Milano per Voi” l’esperienza dei cittadini e darà consigli su rincari bollette del gas, farmaci, etichettatura alimentare e viaggi/turismo con consigli per le vacanze. Non mancate, sintonizzatevi sul canale 191 del digitale terrestre!!

Farmaci online: scatta la vendita dal 1 luglio

Farmaci_onlineLa possibilità di acquistare online i farmaci sarà una realtà ufficialmente legalizzata in Italia dal prossimo 1 luglio, il nostro paese consentirà al pari di altri in Europa lo shopping nelle farmacie virtuali.

Sempre alto, però, il rischio di truffe: in rete potranno essere acquistati e commercializzati solo medicinali che non prevedono l’obbligo di ricetta medica, e i rivenditori dovranno prima ricevere l’autorizzazione da parte dell’autorità competente nel paese in cui hanno stabilito la loro sede.

Tutti i consumatori devono, in particolare, sapere riconoscere i siti autorizzati e saperli distinguere da quelli truffaldini.

Per questo fine, in tutta l’Unione, gli esercenti saranno accomunati da un logo che ritrae una croce bianca su sfondo a righe verdi.

Il simbolo rimanda al sito dell’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione dove è possibile consultare l’elenco completo dei rivenditori autorizzati al commercio in rete.

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) assicura un “attentissimo” monitoraggio, e si raccomanda di segnalare eventuali sospetti e abusi.

Pertanto, qualora capitasse di incappare in spiacevoli fregature o frodi in fatto di farmaci, contattateci al più presto chiamando il 02/83241893 oppure scrivendo a: milano@confconsumatori.it

La Corte costituzionale boccia gli autovelox senza verifiche periodiche

Le multe che arrivano dagli autovelox non vengono controllati periodicamente sono illegittime. La Corte costituzionale, nella sentenza 113/2015 del 19/06/2015 ha bocciato le regole del Codice della strada nella parte in cui non prevedono che tutti gli apparecchi «siano sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura»:

Attenzione, però, prima di stracciare la multa appena notificata (e prima di fare ricorso), perché la bordata dei giudici delle leggi non cancella tutti i verbali.

A finire sotto la tagliola sarebbero sole le centinaia di migliaia di verbali che ogni anno nascono dalle fotografie degli apparecchi non presidiati dalle pattuglie.

Le multe nate dagli apparecchi presidiati si possono riconoscere perché sul verbale ci sono scritte frasi del tipo «l’infrazione è stata accertata da pattuglia composta dagli agenti X e Y», mentre in quelle generate dagli apparecchi senza pattuglia c’è scritto prima di tutto il riferimento alla legge che le autorizza (l’articolo 4 della legge 168 del 2002) oppure, fuori dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, al decreto del Prefetto che individua il tratto come assoggettabile a controlli automatici.

Se avete il sospetto di poter impugnare il verbale non esistate: chiamateci e prendete appuntamento con lo sportello legale di Confconsumatori.

 

Attenzione a “Family Store”: aziende riunite, sì… a danno dei consumatori

truffe contrattiMilano, 22/06/2015: Telefonate con la scusa di indagini di mercato e, poi, la fregatura dietro l’angolo… i consumatori si ritrovano in casa un incaricato dell’azienda che presenta prodotti interessanti “senza alcun obbligo di acquisto”, firmano un “consenso” all’invio di promozioni e si ritrovano, invece, con un contratto firmato e con sedicenti “ordini di acquisto” che, prontamente, l’azienda richiede in pagamento. Peccato che gli incaricati non abbiano mai parlato di veri e propri contratti di compravendita per beni venduti dall’azienda.

Cosa fare se si incappa in queste fregature?

ll codice del consumo sanziona le pratiche commerciali scorrette ed, in particolare, le pratiche ingannevoli che inducono il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso” – commenta l’avv. Valentina Filippini dell’ufficio legale di Milano – “Se, poi, non sono state fornite le corrette informazioni sul diritto di recesso, va ricordato che si ha tempo un anno (oltre l’iniziale termine di 14 giorni) per inviare la raccomandata a/r alla sede legale della società contenete la volontà di recedere dall’acquisto”

Confconsumatori segnalerà al Garante della concorrenza e del mercato qla pratica scorretta.

AGGIORNAMENTI:

26/06/2015: Abbiamo ricevuto notizia che un consumatore, deciso a far valere i propri diritti, insistendo per la risoluzione del contratto ingannevole ha ottenuto la risoluzione dello stesso con dichiarazione ufficiale inviata a domicilio da parte della società DI EFFE EMME S.R.L. a cui il brand Family Store si riferisce (peraltro evidenziamo come la società firmataria sia rimasta occulta alla conoscenza dei consumatori coinvolti fino a questo momento). L’esperienza serva da monito a tutti coloro che sono stati truffati: insistete per la tutela dei vostri diritti perchè ne avete da “vendere”.

Lo dice la Cassazione: la prova principe dell’acquisto è lo scontrino fiscale

indexLo scontrino fiscale rilasciato dal negoziante è il mezzo più specifico e dettagliato per provare l’acquisto di beni di consumo, soprattutto se il documento descriva quel tipo di articoli e il relativo prezzo corrisponda al valore del bene. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con ordinanza n. 12800/2015 con la quale, cassando la sentenza di primo grado, ha rimesso al Tribunale gli atti per riformare la sentenza e dare ragione ad un consumatore che si era visto negare la sostituzione in garanzia del prodotto nonostante il possesso dello scontrino fiscale. Il negoziante, infatti, ha negato di aver mai venduto quel bene e ha quindi respinto le richieste di assistenza. La Suprema Corte ha giudicato illegittimo il comportamento dell’esercente in quanto lo scontrino fiscale è la prova provata dell’acquisto che non può essere smentita se non con prova contraria a carico del commerciante.