TIMESHARING: ANNULLATO A VERONA IL CONTRATTO DI VENDITA ED IL FINANZIAMENTO COLLEGATO

multiMantova, 27 luglio 2015: l’avv. Peschiera del Foro di Mantova, legale Confconsumatori, ha riportato una nuova importante pronuncia in materia di timesharing, ottenendo la declaratoria della nullità del contratto e del connesso finanziamento erogato per il pagamento del relativo costo.

La questione della nullità del timesharing e del contratto di finanziamento collegato, di cui Confconsumatori si occupa da anni, ha trovato una nuova conferma nella sentenza pronunciata dal Tribunale di Verona pochi mesi fa.

Un’altra vittoria di Confconsumatori, che consolida l’orientamento della giurisprudenza in materia di multiproprietà e timesharing.

I fatti sono quelli che hanno caratterizzato, in precedenza, molte fattispecie simili.

Una giovane coppia è stata invitata in un hotel con la prospettiva di vantaggiose settimane di vacanza, lauti premi e possibilità di risparmio.

Successivamente raggiunta presso la propria abitazione, è stata richiesta, alla coppia, la sottoscrizione di un contratto di timesharing e del conseguente finanziamento per il pagamento dell’importo pattuito.

I giovani coniugi, nella seguente consapevolezza di aver sottoscritto in modo azzardato contratti che avevano aspetti quantomeno poco limpidi, hanno convenuto in giudizio, per il tramite dell’avv. Peschiera, la società con la quale hanno stipulato un contratto di compravendita di un certificato di associazione ed un contratto di locazione di porzione di immobile in timesharing, nonché la società con la quale era stato stipulato il relativo contratto di finanziamento.

Il Tribunale di Verona al termine di un contenzioso protrattosi per ben 6 anni, ha accolto nella loro totalità le domande dei consumatori, accertando e dichiarando la nullità dei contratti di compravendita e locazione sottoscritti, nonché del contratto di finanziamento e condannando altresì i convenuti all’integrale rifusione delle spese di lite.

L’avv. Peschiera ha così commentato la decisione: “si tratta di una sentenza che ha accolto le legittime domande degli attori, che erano stati, loro malgrado, tratti in inganno sulla legittimità dei contratti e che, nonostante avessero comunicato tempestivamente il proprio recesso, erano stati costretti a sostenere il costo del finanziamento che, giustamente, è stato loro integralmente rifuso della società finanziaria. Nessun timore, quindi, se la società che ha venduto l’immobile non ha solidità economica adeguata a garantire la ripetizione delle somme versate; la società finanziaria, certamente più solvibile, risponde in solido per l’intero importo finanziato”.

Una soddisfazione per i consumatori che, anche a distanza di anni, hanno visto giustamente riconosciuto il loro diritto.