Archive for December 2014

A MILANO PIOGGIA DI MULTE PRESCRITTE: QUANDO SI PUO’ CONTESTARE

multaRiceve a dicembre la notifica del verbale di accertamento ad una violazione al codice della strada commessa a Milano, ma l’infrazione era stata rilevata ad agosto.

Eppure sorge un dubbio: il termine per comunicare la violazione non è di 90 giorni dalla data dell’evento??

Questo l’interrogativo che diversi cittadini hanno posto agli sportelli di Confconsumatori Milano, chiedendo ai nostri esperti consiglio sul da farsi.

Trattasi di una prassi diffusasi di recente a Milano – commenta l’avv. Sabrina Contino, legale di Confconsumatori – quella di far decorrere la prescrizione non dalla data dell’accertamento, come previsto dal codice, ma da altra data successiva ed arbitrariamente “scelta” dall’amministrazione comunale per “salvare” i 90 giorni di prescrizione nei casi in cui siano scaduti. Ma il codice civile è chiaro nello stabilire che la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.) e che ogni patto diretto a modificare la disciplina legale della prescrizione è nullo (art. 2936 c.c.). Nel caso specifico la modifica dei termini non è, peraltro, neppure frutto di accordo tra le parti ma è una scelta unilatrerale della P.A.”.

Considerato che nella materia in esame l’art. 201 D.lgs. 285/1992 prevede che: “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall’accertamento, essere notificato all’effettivo trasgressore […]”, è evidente che una multa recapitata oltre il detto termine sia impugnabile.

Quindi il consiglio dei legali di Confconsumatori Milano, per chi è vittima di tale prassi, è fare opposizione: si può procedere mediante ricorso avanti al Giudice di Pace di Milano, in 30 gg dal momento della notifica dell’avvenuta violazione, o al Prefetto mediante l’invio di una raccomandata a/r, entro 60 gg dalla data di avvenuta ricezione della multa.

La sede dell’Associazione di Milano, in Via De Amicis 17, è a disposizione (previo appuntamento) per aiutare i cittadini, fornendo ai propri soci una consulenza specifica sul caso concreto ed eventualmente assistenza nella compilazione del ricorso.

Sovraindebitamento: le nuove norme anticrisi

sovraindebitamentoUna possibilità per tutti i consumatori, imprenditori e professionisti schiacciati dai debiti: siglare un accordo tra le parti

Sono purtroppo tantissime le famiglie e gli imprenditori italiani schiacciati dalla morsa dei debiti verso le banche e altri creditori. In pochi sono a conoscenza, però, della possibilità di usufruire di un accordo con i creditori che miri alla composizione della crisi.

Infatti, chi ha accumulato debiti per tasse o imposte, o debiti nei confronti delle finanziarie, o dei fornitori che non riesce a pagare, oppure chi ha contratto mutui o finanziamenti che non riesce a rispettare può fare valere le nuove norme sul sovraindebitamento (L. 27/01/2012, N. 3 – c.d. Piano del Consumatore).

CHI PUÒ ACCEDERE? – Le nuove norme sul sovra indebitamento si rivolgono al consumatore in crisi finanziaria, ma anche al piccolo imprenditore o professionista che non può accedere alle procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, o altre). Cioè, in sintesi, al debitore civile sovra indebitato, dove per sovraindebitamento si intende un perdurante squilibrio fra il patrimonio del consumatore ed i suoi debiti.

I REQUISITI – Per poter usufruire degli accordi previsti dalle nuove norme la crisi deve essere tale da impedire al soggetto di poter far fronte ai pagamenti ed ai debiti di qualunque origine: verso le banche, verso dei fornitori, verso delle finanziarie, verso l’Erario per imposte, verso l’INPS o altri enti previdenziali per contributi, e verso Equitalia .

L’ACCORDO – Il rimedio offerto al consumatore-debitore è un accordo con i creditori, da siglare anche tramite la proposizione di un piano, una procedura di superamento e composizione della crisi, con l’assistenza di un terzo (un professionista) soggetto al controllo del Tribunale . La proposta, oggetto dell’accordo, può prevedere la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori in qualsiasi modo: ad esempio, con una rateizzazione, un pagamento parziale . Ovviamente con l’accordo dei medesimi. L’accordo, naturalmente, non può essere esteso a creditori che non abbiano sottoscritto lo stesso.

Confconsumatori è a disposizione per tutte le informazioni e per dare consulenza ed assistenza legale nella procedura di deposito della domanda presso le cancellerie.

Chiama in sede per un appuntamento.

OSTAGGIO CON RISCATTO. MIGLIAIA DI DATA-BASES E FILES A RISCHIO

DATABASE Attenzione all’ostaggio con riscatto!

La  Polizia Postale ha comunicato il crescente numero di casi di sistemi infettati da ransomware Cryptolocker e CryptoWall,  sempre più all’ordine del giorno.

I “ransomware” sono una particolare categoria di malware che “prende in ostaggio” il sistema informatico e i data base, chiedendo poi il versamento di un riscatto per la “risistemazione” dello stesso (il termine “ransom”, in inglese, significa proprio “riscatto”).

Cryptolocker e CryptoWall sono ransomware che presentano entrambi il prefisso “crypto” perché, diversamente rispetto a noti malware (virus Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Postale, Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), Polizia Penitenziaria), non cercano di bloccare l’intero sistema quanto, piuttosto, mirano a provocare un danno ancora maggiore rendendo i dati dell’utente totalmente illeggibili.

Documenti e file personali, quindi, vengono crittografati utilizzando una coppia di chiavi generate dinamicamente utilizzando l’algoritmo di cifratura asimmetrica RSA a 2.048 o 4.096 bit.

 A fronte della fornitura della chiave di sblocco, gli sviluppatori dei due ransomware invitano l’utente a versare una somma in denaro (tipicamente fino a 800 dollari/euro) pagando la quale (e solo con la quale)  viene promessa all’utente la fornitura della passphrase (o chiave di sblocco) che permetterà di decodificare tutti i suoi file. Non conoscendo la chiave per sbloccare i file codificati da Cryptolocker e CryptoWall, l’utente non può più aprire alcun file personale.

Nel caso in cui l’utente non provvedesse, la chiave privata viene definitivamente cancellata dopo alcuni giorni rendendo i file definitivamente irrecuperabili (restano perennemente crittografati sul sistema dell’utente).

Il riscatto viene sempre richiesto in Bitcoin in modo che i flussi di denaro non possano essere tracciati e non permettano di risalire velocemente al “burattinaio” di Cryptolocker/CryptoWall.

L’assenza di un ente centrale (la rete Bitcoin si basa su di un’architettura peer-to-peer) rende impossibile bloccare certe transazioni o sequestrare monete virtuali.

Pagare il riscatto non è certamente la miglior soluzione ma è purtroppo, al momento, l’unica che generalmente dà modo di riprendere il controllo dei propri file. Non pare ci siano strumenti informatici a livello mondiale che permettano di tutelarsi per il momento. (Scena da Film ma è la realtà).

 I ransomware come Cryptolocker e CryptoWall si diffondonoutilizzando diversi canali:
– allegati a messaggi truffaldini ricevuti via e-mail (facenti riferimento, ad esempio, a false consegne dei corrieri più famosi a livello nazionale ed internazionale; ad opportunità di vincita/lavoro; a falsi pagamenti da regolarizzare…)
– software famosi distribuiti attraverso i vari circuiti peer-to-peer (che in realtà contengono il malware) tipo Emule, Torrent, ect
– utilizzo di vulnerabilità presenti nelle versioni più vecchie dei plugin per il browser (esempio: Flash Player o Java)

Usate quindi la massima attenzione prima di aprire un allegato di un’e-mail; astenetevi dal download di applicazioni potenzialmente pericolose, evitate di usare su computer di lavoro Facebook, Youtube e Social Network vari.

Dal 1 dicembre spedire con Poste Italiane costa di più


Da ieri è in vigore il nuovo tariffario di Poste Italiane e intanto, neanche a farlo apposta, dall’altra parte del mondo i giapponesi paragonano l’efficienza italiana a quella di Haiti, o della Striscia di Gaza (http://www.nanopress.it/curiosita/2014/11/27/giapponesi-contro-poste-italiane-ai-clienti-spedite-un-pacco-in-italia-aspettatevi-ritardi/39933/).

Ecco gli aumenti più significativi:
• Aumenteranno tutte le tariffe della Posta Prioritaria (Retail) e Posta Raccomandata (Retail). L’invio di una lettera fino a 20 grammi passerà da € 0,70 a € 0,80 e, se inviata con raccomandata, da € 3,60 a € 4,00. Aumenta anche la posta internazionale (prioritaria e raccomandata).
• Il Pacco Ordinario Nazionale costerà € 9,00 fino a 10 kg e € 12,00 fino a 20 kg. I pacchi all’estero varieranno in base alla zona
• Le tariffe dell’Avviso di Ricevimento (A.R.), sia per l’interno sia per l’estero, aumentano di 10 centesimi.

 

Fonsai: assolti 3 ex sindaci da accusa di falso in bilancio

unipolfonsaiConfconsumatori assiste attonita alla sentenza ma chiarisce: “Non intacca il cuore dell’indagine, anche ai fini del risarcimento”

Confconsumatori, tramite i propri legali, ha assistito attonita alla lettura del dispositivo della sentenza che ha pronunciato l’assoluzione, sia pure con formula dubitativa, dei componenti del Collegio Sindacale di FondiariaSai per non avere commesso il fatto. Questo l’esito del giudizio abbreviato celebratosi a Torino in relazione al reato di false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci e dei creditori nel bilancio 2010.

Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, – commentava il 12 novembre l’avvocato Marcello Gori, che assiste alcuni associati di Confconsumatori – onde decidere il da farsi a tutela dei molti associati costituitisi parte civile. Desideriamo mantenere, in seno al processo, il ruolo fattivo e propositivo a supporto della Procura della Repubblica nella sua opera di evidenziazione delle penali responsabilità di chi ha contribuito, con azioni od omissioni, al dissesto della società, arrecando gravissime perdite agli azionisti. Si ha motivo di ritenere, peraltro, alla luce delle emergenze processuali, che il Tribunale, nel caso, si sia limitato a rilevare, su sollecitazione della difesa degli imputati, che non ci fosse la prova provata della responsabilità concorsuale dei sindaci nella commissione del falso in bilancio. Ciò non dovrebbe comunque intaccare il cuore dell’indagine, anche ai fini di una condanna al risarcimento a favore di chi è stato danneggiato, in seno al troncone principale chiamato all’udienza dibattimentale del 17 novembre“. [l’udienza é stata rinviata al 3 dicembre 2014 alle ore 9. ndR]

Restiamo in attesa di saperne l’esito e di comunicarlo agli associati.