Archive for December 2011

Véstiti trasparente

Il decalogo di “Vestiti trasparente”

Leggere sempre l’etichetta: essere a conoscenza dei materiali di cui è composto il capo o il prodotto tessile che si acquista, è un fattore determinante per operare scelte consapevoli, nel pieno rispetto della propria salute e dei propri diritti di consumatore.

Nel caso di dubbi o perplessità sulle indicazioni di composizione riportate in etichetta, è bene rivolgersi agli Enti di controllo preposti (Ministero dello Sviluppo Economico, con l’ausilio delle Camere di Commercio, della Polizia Locale e della  Guardia di Finanza).

Anche l’etichetta di manutenzione fornisce indicazioni utili sulle caratteristiche del capo: raccomandazioni sul lavaggio contrastanti o indicazioni di dimensioni troppo piccole, denunciano una scarsa attenzione al consumatore mentre, l’obbligo di lavaggio a secco deve far riflettere sull’effettivo costo “totale” del capo che, dopo l’uso, deve essere necessariamente portato in tintoria!

Imparare a riconoscere i marchi di certificazione: sono volontari e vengono utilizzati per evidenziare come un prodotto presenti una serie di standards, caratteristiche o elementi distintivi.

I dermatologi denunciano che le dermatiti allergiche da contatto da prodotto tessile in Italia sono in aumento. Nel caso di insorgenza di disturbi come insofferenza, prurito, rossori, orticaria o altro, è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia e segnalare il caso ai NAS e all’Associazione Tessile e Salute, che monitora con attenzione il fenomeno.

I bambini, con la loro pelle delicata, sono i più esposti ai fenomeni di reazioni cutanee determinate dal contatto con gli indumenti: se possibile è bene scegliere, soprattutto per la biancheria intima, tessuti morbidi e traspiranti. Inoltre è utile ricordare che i colori scuri e molto carichi e applicazioni plastificate, rilasciano più facilmente residui sensibilizzanti.

E’ buona norma lavare sempre i nuovi indumenti prima di indossarli (in particolare i capi destinati ai più piccoli), come pure lasciare gli indumenti lavati a secco esposti all’aria prima di riporli nell’armadio: consentirà di allontanare eventuali residui chimici che restano sugli abiti.

I prodotti per il bucato possono contenere tracce di nichel, cromo e cobalto, responsabili di irritazioni e problemi respiratori: è bene non eccedere nel loro uso e assicurarsi che la lavatrice garantisca un risciacquo adeguato.

Rispettare l’ambiente: ogni anno, in Italia, vengono gettati in modo indifferenziato, 3,5-5 kg di abiti pro-capite. Conferiti negli appositi contenitori della raccolta differenziata, sarebbero in gran parte destinati al riutilizzo e al riciclo e solo in minima parte allo smaltimento.

Sobrietà nei consumi: acquistare consapevolmente e in quantità adeguata alle proprie esigenze (magari orientandosi verso meno capi, ma di qualità) può contribuire a salvaguardare la salute, l’ambiente, le aziende più serie e…naturalmente il bilancio familiare!

 

Cirio: restituiti oltre 50 mila euro a Milano

Una delle rare occasioni in cui il Giudice ha riconosciuto il conflitto d’interesse della Banca nella vendita dei titoli obbligazionari

Milano, 14 dicembre 2011Oltre 50 mila euro, andati in fumo con il Crack Cirio, sono tornati nelle tasche di una famiglia di associati della Confconsumatori di Milano.

Il Tribunale di Milano, in accoglimento della domanda di risoluzione per inadempimento dell’atto di compravendita di obbligazioni Cirio del Monte avvenuta nella fase del gray market, avanzata da Confconsumatori, ha condannato la banca alla restituzione della somma investita, al netto delle somme già percepite a titolo di parziale rimborso, riconoscendo l’inadempimento agli obblighi di cui all’art 21 TUF da parte della Banca, che non ha riferito il proprio “interesse indiretto” nella vendita del titolo alla propria clientela, dal momento che all’epoca si stava facendo carico del collocamento  una banca del suo stesso Gruppo. Inoltre il Tribunale ha ravvisato la violazione dell’art 28 Reg Consob 11522/98 per la mancata informazione al cliente di esaurienti notizie circa le caratteristiche del titolo negoziato.

In particolare il Tribunale ha deciso che “l’inadempimento della banca viene piuttosto colto con riferimento alla situazione di conflitto d’interesse, quale delineatosi nel momento in cui la banca vendeva, ancor prima della sua emissione, un titolo del cui collocamento si stava facendo carico una banca del suo stesso Gruppo, con ciò configgendo l’interesse del cliente a ricevere notizie trasparenti e imparziali sulle caratteristiche del prodotto, con l’interesse indiretto della banca alla diffusione presso la sua clientela di quel prodotto, ancora integralmente in carico al suo Gruppo per non essersi ancora esaurita la fase del collocamento”.

Una sentenza importante per i risparmiatori – dichiara Sabrina Contino, legale di Confconsumatori Milano che ha difeso gli associati in giudizio – perché è una delle rare occasioni in cui il giudice ha riconosciuto il conflitto d’interesse delle banche nella vendita di titoli obbligazionari“.