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SOCIETA’ TECH & FORM : in corso il processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa

Milano, 21 novembre 2008 – Confconsumatori, dal 2003, sta seguendo i truffati dalla società Tech & Form, cioè le persone che erano state indotte da tale società a stipulare contratti per l’acquisto di computer portatile accompagnato, si diceva, da un ciclo di lezioni on line all’esorbitante e ingiustificato costo di 4.550 €, con la promessa di facili guadagni.

Per i malcapitati, la truffa aveva inizio con un invito -fatto generalmente da un amico o un parente – a partecipare ad un evento che si teneva in hotel milanesi di lusso.
Qui, in un clima sovraeccitato, le “vittime”, spesso persone con difficoltà economiche, venivano frastornate da messaggi del tipo “Sapere è potere” e da dichiarazioni di alcuni che sostenevano di avere, con Tech & Form, trovato la fortuna. 

L’obiettivo era quello di indurli a firmare contratti, anche di finanziamento, per l’importo sopra citato.

La truffa funzionava con il sistema della “catena di Sant’Antonio”: “Se riuscirai ad iscrivere altre persone, per ogni contratto tu avrai una detrazione sul tuo debito. Se porterai tanti clienti, i tuoi guadagni saranno elevatissimi”.
La maggior parte dei truffati non ha mai neppure potuto usare il computer, e si è rivolta a Confconsumatori per essere tutelata e uscire da questa truffa piramidale.

A seguito di numerose denunce fatte sia da Confconsumatori che dagli stessi truffati alla Polizia Postale della Lombardia, sono iniziate indagini da parte del Pubblico Ministero dott. Targetti che, nel novembre 2007, ha chiesto il rinvio a giudizio per i responsabili della società Tech & Form.
I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e di induzione in errore sull’effettività dei beni e dei servizi acquistati, facendo versare alle vittime un’ ingente somma di denaro.

Confconsumatori Lombardia, attraverso l’avvocato Luca Panzeri, ha costituito molti truffati come parte civile nel processo penale che ha avuto inizio il 25 febbraio 2008.
Ad oggi ci sono state alcune udienze: le ultime due con le testimonianze, come testi, dei nostri associati che hanno saputo esporre bene quanto loro accaduto.
La prossima udienza è fissata per il prossimo 18 dicembre.

Pronuncia del Tribunale di Milano contro scuola di lingua inglese

Con sentenza pubblicata a febbraio 2009, il Giudice di Pace di Milano ha dichiarato la risoluzione, ex art.1453 del Codice civile, di un contratto stipulato tra un consumatore e la scuola di lingua inglese, atteso che il contratto predisposto da quest’ultima non precisava che le lezioni avvenissero con un insegnante virtuale, ossia registrato su supporto magnetico, anziché con un insegnante persona fisica.

Spiega l’avv. Martino Bianchi, legale di Confconsumatori Lombardia: “Al di là di consolidati principi sostanziali e giurisprudenziali in materia di correttezza e buona fede tra le parti contrattuali, nonché di inadempimento contrattuale, la sentenza ribadisce, sotto un profilo consumeristico, i principi di correttezza e buona fede di cui agli artt. 2 e 39 del D. Lgs 206/2005 (Codice del Consumo) da reputarsi diritti fondamentali.”