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RIMBORSO PENSIONI

RIMBORSO PENSIONI

RICORSO CONTRO IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE

IL 31 DICEMBRE SCADONO I TERMINI PER OTTENERE LA RIVALUTAZIONE DEL TRATTAMENTO PENSIONISTICO PER GLI ANNI 2012 e 2013 E RELATIVO ADEGUAMENTO PER LE ANNUALITA’ SUCCESSIVE

I FATTI

Fino al 31 Dicembre 2011 tutte le pensioni, a prescindere dal loro ammontare, venivano annualmente rivalutate – con espressione tecnica – perequate all’aumento del costo della vita, ossia all’inflazione (+2,7% nel 2012 e +3% nel 2013).

La rivalutazione è stata bloccata dalla Legge Fornero che con sentenza n. 70 del 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima, imponendo all’INPS (e ai Fondi Integrativi) il ripristino della perequazione per le pensioni superiori al triplo del trattamento minimo

RIMBORSO PENSIONI

 anche per gli anni 2012 e 2013 con aumento della pensione mensile e pagamento degli arretrati dal 1 gennaio 2012.

Sennonché con successivo decreto legge (n. 65/2015), il Governo ha ridotto pesantemente ed in alcuni casi escluso totalmente gli aumenti e gli arretrati dovuti in forza della perequazione per gli anni 2012/2013 ripristinata dalla Corte Costituzionale.Tale decreto è evidentemente incostituzionale tanto che sono già numerosi i Tribunali e le Corti dei Conti che hanno rimesso la questione alla Corte Costituzionale.Dalla palese incostituzionalità dello stesso discende che tutti i pensionati che nel 2012 e 2013 hanno percepito una pensione complessiva (incluse anche le eventuali pensioni integrative e di reversibilità) superiori a 1.405,05 lordi mensili (pari a circa 1.129,27 netti) potranno agire in giudizio e chiedere la restituzione di quanto illegittimamente trattenuto dall’INPS.

Per effetto dell’accoglimento del ricorso al pensionato spetteranno sia l’aumento mensile che gli arretrati dal 1 gennaio 2012 in avanti oltre interessi e rivalutazione.

Cosa fare per avere questi risultati?

Per prima cosa bisogna interrompere la prescrizione quinquennale inviando entro il 31 dicembre 2016 all’INPS, tramite raccomandata A/R, una richiesta di rivalutazione del trattamento pensionistico per gli anni 2012 e 2013 e relativo adeguamento per le annualità successive.

Dopo di che, se l’INPS come probabile non si adeguerà, bisognerà agire in giudizio. E per ridurre le spese verranno predisposti ricorsi collettivi.

MA È NECESSARIO INVIARE LA LETTERA ALL’INPS ENTRO IL 31.12.2016.

Chi volesse essere seguito dalla nostra Associazione per il ricorso all’INPS

deve

iscriversi alla Confconsumatori versando una quota di 2€ 

o

– recandosi alla sede di Via De Amicis 17 – Milano, previo appuntamento (02.83241893 oppure scrivendo a milano@confconsumatori.it) dove riceverà il modulo da compilare;

– effettuando un bonifico sul conto BancoPosta (codice IBAN IT87Z0760101600001015659681), a seguito del quale verrà inviato il modulo con le istruzioni via mail.

N.B. i pensionati che sono già associati alla Confconsumatori (Soci ordinari 40€ annuali o Soci simpatizzanti 2€ annuali), se lo richiedono avranno la possibilità di ricevere via mail il modulo suddetto senza alcuna altra formalità.

 

RIMBORSO PENSIONI

RIMBORSO PENSIONI

RICORSO CONTRO IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE

IL 31 DICEMBRE SCADONO I TERMINI PER OTTENERE LA RIVALUTAZIONE DEL TRATTAMENTO PENSIONISTICO PER GLI ANNI 2012 e 2013 E RELATIVO ADEGUAMENTO PER LE ANNUALITA’ SUCCESSIVE

I FATTI

Fino al 31 Dicembre 2011 tutte le pensioni, a prescindere dal loro ammontare, venivano annualmente rivalutate – con espressione tecnica – perequate all’aumento del costo della vita, ossia all’inflazione (+2,7% nel 2012 e +3% nel 2013).

La rivalutazione è stata bloccata dalla Legge Fornero che con sentenza n. 70 del 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima, imponendo all’INPS (e ai Fondi Integrativi) il ripristino della perequazione per le pensioni superiori al triplo del trattamento minimo

Sennonché con successivo decreto legge (n. 65/2015), il Governo ha ridotto pesantemente ed in alcuni casi escluso totalmente gli aumenti e gli arretrati dovuti in forza della perequazione per gli anni 2012/2013 ripristinata dalla Corte Costituzionale.Tale decreto è evidentemente incostituzionale tanto che sono già numerosi i Tribunali e le Corti dei Conti che hanno rimesso la questione alla Corte Costituzionale.Dalla palese incostituzionalità dello stesso discende che tutti i pensionati che nel 2012 e 2013 hanno percepito una pensione complessiva (incluse anche le eventuali pensioni integrative e di reversibilità) superiori a 1.405,05 lordi mensili (pari a circa 1.129,27 netti) potranno agire in giudizio e chiedere la restituzione di quanto illegittimamente trattenuto dall’INPS.

Per effetto dell’accoglimento del ricorso al pensionato spetteranno sia l’aumento mensile che gli arretrati dal 1 gennaio 2012 in avanti oltre interessi e rivalutazione.

Cosa fare per avere questi risultati?

Per prima cosa bisogna interrompere la prescrizione quinquennale inviando entro il 31 dicembre 2016 all’INPS, tramite raccomandata A/R, una richiesta di rivalutazione del trattamento pensionistico per gli anni 2012 e 2013 e relativo adeguamento per le annualità successive.

Dopo di che, se l’INPS come probabile non si adeguerà, bisognerà agire in giudizio. E per ridurre le spese verranno predisposti ricorsi collettivi.

MA È NECESSARIO INVIARE LA LETTERA ALL’INPS ENTRO IL 31.12.2016.

Chi volesse essere seguito dalla nostra Associazione per il ricorso all’INPS

deve

iscriversi alla Confconsumatori versando una quota di 2€ 

o

– recandosi alla sede di Via De Amicis 17 – Milano, previo appuntamento (02.83241893 oppure scrivendo a milano@confconsumatori.it) dove riceverà il modulo da compilare;

– effettuando un bonifico sul conto BancoPosta (codice IBAN IT87Z0760101600001015659681), a seguito del quale verrà inviato il modulo con le istruzioni via mail.

N.B. i pensionati che sono già associati alla Confconsumatori (Soci ordinari 40€ annuali o Soci simpatizzanti 2€ annuali), se lo richiedono avranno la possibilità di ricevere via mail il modulo suddetto senza alcuna

RINNOVO ISCRIZIONI

Confconsumatori Lombardia informa che è in corso la campagna di RINNOVO ISCRIZIONI all’Associazione.

Si ricorda che le quote sono di:

– € 40,00 socio ordinario, che ha diritto alla consulenza ed assistenza legale gratuita per un anno;

– € 2,00 socio simpatizzante, per avere informazioni per telefono o via e-mail, scrivendo a milano@confconsumatori.it

Per Milano e provincia è possibile effettuare il versamento della quota direttamente nelle sedi di Milano, Via De Amicis 17 e di Rozzano, in Via G.Rossa, 4; oppure tramite bonifico sul c/c postale (IBAN IT87 Z076 0101 6000 0101 5659 681)

Per la sede di Bergamo contattare il 320.7610696

Per la sede di Como contattare il 333.7672963

Per la sede di Mantova contattare lo 0376.365258

Per la sede di Monza-Brianza contattare lo 0398943448

Per la sede di Varese contattare lo 0332.281712

Carrier 1″: più di un milione di euro di risarcimento per quasi 100 associati

La Corte d’appello, al pari del Tribunale, ha ritenuto che costituisca violazione del divieto di agire in conflitto d’interessi, sancito dagli artt. 21 TUF e 97 reg. Consob, alienare titoli di cui è proprietaria una propria socia, ed ancora che la banca italiana avrebbe dovuto informare gli acquirenti che si trattava di bond speculativi a rischio.

Per quanta riguarda il comportamento della società americana, per il Tribunale fu gravissimo ed illecito indurre i promotori finanziari del collegato istituto italiano ad alienare quei “titoli spazzatura”. Il che, sempre per la Corte, come per il Tribunale, dà luogo a responsabilità aquiliana a norma dell’art. 2043 c.c., con conseguente obbligo di risarcire il pregiudizio arrecato.

È questa, secondo l’avv. Franchi, una sentenza importantissima: “in primo luogo, perché ha riconosciuto agli investitori la possibilità di agire in giudizio congiuntamente, come se si fosse al cospetto di una vera e propria class action; di poi per il fatto che è stato stabilito ancora una volta che il requisito della forma scritta è imposto anche per i singoli ordini e non solo per il c.d. contratto-quadro, ossia quello generale; infine è stato altresì affermato che non si possono alienare ai risparmiatori obbligazioni di società ormai prossime al default e che, se ci si comporta così, si incorre in responsabilità risarcitoria”.

La sentenza è scaricabile dal sito Confconsumatori nazionale, alla pagina http://www.confconsumatori.com/news.asp?id=1392

 

NASCE IL SITO CONFCONSUMATORI SUD OVEST MILANO

Milano, 26-05-2011: Già da molti anni Confconsumatori Milano ha aperto sportelli di tutela dei cittadini consumatori e utenti anche in alcuni comuni della provincia.

Nell’area Sud-Ovest sono già attivi gli sportelli di Rozzano, Corsico e Cesano, ma per divulgare maggiormente le conoscenze dei diritti dei consumatori tra i cittadini di questa parte dell’hinterland milanese e rendere più efficace l’azione di tutela, è stato creato il sito

confconsumatoricesanocorsico.jimdo.com/dove si possono trovare tutte le indicazioni per l’autotutela, tutte le informazioni per difendersi, tutte le modalità per denunciare.