RINNOVO ISCRIZIONI

Confconsumatori Lombardia informa che è in corso la campagna di RINNOVO ISCRIZIONI all’Associazione.

Si ricorda che le quote sono di:

- € 40,00 socio ordinario, che ha diritto alla consulenza ed assistenza legale gratuita per un anno;

- € 2,00 socio simpatizzante, per avere informazioni per telefono o via e-mail, scrivendo a milano@confconsumatori.it

Per Milano e provincia è possibile effettuare il versamento della quota direttamente nelle sedi di Milano, Via De Amicis 17 e di Rozzano, in Via G.Rossa, 4; oppure tramite bonifico sul c/c postale (IBAN IT87 Z076 0101 6000 0101 5659 681)

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COMUNICATO STAMPA

 

Veneto Banca: che fare per gli 88 mila azionisti

 

Perdita dell’81% del valore delle azioni e nessun rimborso ai soci che recedono: Confconsumatori spiega come ottenere giustizia

 

Parma, 4 dicembre 2015 – La relazione depositata ieri da Veneto Banca sul valore di liquidazione delle azioni e sulla limitazione del diritto di rimborso, dimostrano che il prezzo di 7,3 euro ad azione a fronte dei 39,5 euro di inizio 2015 (dunque una svalutazione vertiginosa dell’81%) è il frutto della gestione degli scorsi anni, che verosimilmente ha rappresentato dati patrimoniali non veritieri alla platea dei piccoli azionisti.

 

«La perdita che si prefigura appare ancora più devastante di quanto si temeva», commenta Mara Colla, Presidente di Confconsumatori. «La circostanza che la Banca si sia avvalsa anche della sua facoltà, pur riconosciuta dal recente vergognoso DL 3/2015, di non consentire neppure (almeno) il rimborso del prezzo di recesso, bloccando ogni liquidabilità delle azioni, sino all’eventuale quotazione in Borsa, è grave».

 

Confconsumatori, in base all’esperienza maturata in anni di tutela dei “risparmiatori traditi”, ha delineato un percorso per recuperare le ingiuste perdite subite. Il primo step sarà l’esposto penale collettivo, finalizzato a denunciare e far emergere condotte dei precedenti amministratori, che siano state penalmente rilevanti nel cagionare i danni patrimoniali subiti dagli azionisti. In secondo luogo si procederà con la causa civile contro la Banca, al fine di chiedere l’invalidità del contratto di acquisto delle azioni ed ottenere la restituzione delle somme versate.

 

Secondo l’avvocato Antonio Pinto, legale di Confconsumatori, che sta assistendo vari azionisti: «In base a recenti e chiare istruzioni di Banca d’Italia, è importante verificare, ad esempio, se l’acquisto dei titoli sia stato finanziato in concomitanza con prestiti concessi dalla banca. Questa ipotesi configura una chiara violazione dell’articolo 2358 del codice civile, che impedisce a una società di accordare prestiti o fornire garanzie per l’acquisto delle proprie azioni. In tal caso, l’acquisto è invalido e la banca deve restituire le somme. Peraltro la perdita dichiarata di 770 milioni di euro al 30.09.2015 non è certo figlia dell’anno 2015, pertanto è ragionevole ritenere che gli acquirenti siano stati indotti in errore da dati pubblici che non erano effettivi».

 

L’avv. Luca Baj che ha ricevuto il mandato di difendere Confconsumatori, nel procedimento penale avviato dalla Procura di Roma contro vari ex dirigenti della Banca, chiarisce che: «Ove fosse riscontrata, ad esempio, l’ipotesi di false comunicazioni sociali, o comunque di anomalie nella gestione della società, nei precedenti anni, tale accertamento, inciderebbe sull’annullabilità dei contratti di compravendita conclusi dai risparmiatori azionisti».

 

I possessori di azioni possono rivolgersi alla sede nazionale di Confconsumatori, compilando il modulo online per ricevere aggiornamenti e istruzioni sull’adesione alla battaglia o chiedere assistenza tramite l’indirizzo risparmio@confconsumatori.it, oppure potranno rivolgersi agli sportelli territoriali.

Olio Puglia, ritirato per frode in commercio: si tratta di olio di soia e girasole

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L’Olio Puglia è stato ritirato per frode in commercio. Lo segnala il Ministero della Salute che spiega: si tratta di olio di soia e girasole raffinato di ignota provenienza, colorato ed etichettato come olio extra vergine di oliva.

Fonte:ATTENTI ALL’OLIO! (Help consumatori) Clicca qui

Antitrust multa Carige Assicurazioni per un milione di euro

carige_assicurazioni1Pratica scorretta e aggressiva nel recupero crediti: questa la motivazione con cui l’Antitrust ha sanzionato per un milione di euro Carige Assicurazioni.

L’Autorità ha deciso una multa da un milione di euro per “pratiche commerciali scorrette, in quanto aggressive”: sono quelle che, a giudizio dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, la società ha messo in atto per recuperare propri crediti. Come spiega l’Antitrust, il procedimento ha riguardato il comportamento seguito da Carige Assicurazioni che “ha inoltrato, a diversi consumatori, al fine di recuperare crediti, atti di citazione in giudizio senza il rispetto del foro competente, senza iscrivere a ruolo la causa”.

Fonte: Helpconsumatori

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TIMESHARING: ANNULLATO A VERONA IL CONTRATTO DI VENDITA ED IL FINANZIAMENTO COLLEGATO

multiMantova, 27 luglio 2015: l’avv. Peschiera del Foro di Mantova, legale Confconsumatori, ha riportato una nuova importante pronuncia in materia di timesharing, ottenendo la declaratoria della nullità del contratto e del connesso finanziamento erogato per il pagamento del relativo costo.

La questione della nullità del timesharing e del contratto di finanziamento collegato, di cui Confconsumatori si occupa da anni, ha trovato una nuova conferma nella sentenza pronunciata dal Tribunale di Verona pochi mesi fa.

Un’altra vittoria di Confconsumatori, che consolida l’orientamento della giurisprudenza in materia di multiproprietà e timesharing.

I fatti sono quelli che hanno caratterizzato, in precedenza, molte fattispecie simili.

Una giovane coppia è stata invitata in un hotel con la prospettiva di vantaggiose settimane di vacanza, lauti premi e possibilità di risparmio.

Successivamente raggiunta presso la propria abitazione, è stata richiesta, alla coppia, la sottoscrizione di un contratto di timesharing e del conseguente finanziamento per il pagamento dell’importo pattuito.

I giovani coniugi, nella seguente consapevolezza di aver sottoscritto in modo azzardato contratti che avevano aspetti quantomeno poco limpidi, hanno convenuto in giudizio, per il tramite dell’avv. Peschiera, la società con la quale hanno stipulato un contratto di compravendita di un certificato di associazione ed un contratto di locazione di porzione di immobile in timesharing, nonché la società con la quale era stato stipulato il relativo contratto di finanziamento.

Il Tribunale di Verona al termine di un contenzioso protrattosi per ben 6 anni, ha accolto nella loro totalità le domande dei consumatori, accertando e dichiarando la nullità dei contratti di compravendita e locazione sottoscritti, nonché del contratto di finanziamento e condannando altresì i convenuti all’integrale rifusione delle spese di lite.

L’avv. Peschiera ha così commentato la decisione: “si tratta di una sentenza che ha accolto le legittime domande degli attori, che erano stati, loro malgrado, tratti in inganno sulla legittimità dei contratti e che, nonostante avessero comunicato tempestivamente il proprio recesso, erano stati costretti a sostenere il costo del finanziamento che, giustamente, è stato loro integralmente rifuso della società finanziaria. Nessun timore, quindi, se la società che ha venduto l’immobile non ha solidità economica adeguata a garantire la ripetizione delle somme versate; la società finanziaria, certamente più solvibile, risponde in solido per l’intero importo finanziato”.

Una soddisfazione per i consumatori che, anche a distanza di anni, hanno visto giustamente riconosciuto il loro diritto.

ENI GAS E POWER: OTTENUTO DECRETO INGIUNTIVO IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO

ENIMantova, 27 luglio 2015: l’avv. Peschiera del Foro di Mantova, legale Confconsumatori, ha permesso ad un consumatore di ottenere in brevissimo tempo la restituzione degli importi illegittimamente trattenuti dalla società di fornitura di gas e luce. Il consumatore aveva sempre regolarmente pagato al fornitore tutte le fatture di acconto che gli erano pervenute nel corso del rapporto.

Dopo diversi anni il fornitore ha emesso una fattura di conguaglio, avvedendosi della circostanza che l’utente aveva corrisposto, in acconto, somme in eccedenza decisamente consistenti e, per la precisione, ammontanti ad oltre 14.000,00€.

Il consumatore aveva richiesto al fornitore la restituzione dell’importo, ma questo, fornendo spesso risposte pretestuose, aveva tardato la restituzione, compensando gli importi delle nuove fatture con il proprio debito.

In tal modo aveva messo il consumatore nella impossibilità di poter ottenere la restituzione immediata degli importi dovuti e di non poter agevolmente recedere dal contratto in essere, avendo il timore di non veder più corrisposta la somma ancora a credito.

L’avv. Peschiera ha richiesto ed ottenuto nei confronti del fornitore la pronuncia di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo ed ha ottenuto da parte del fornitore, a distanza di soli 12 giorni il pagamento dell’intero importo ancora dovuto e di tutte le spese di procedura.

L’avv. Peschiera ha così commentato la decisione: “una soluzione tempestiva ed incisiva per far valere i diritti del consumatore, troppo spesso succube del sistema e spesso intimorito dall’atteggiamento perentorio delle società che gestiscono le utenze domestiche non solo per ciò che concerne gas e luce, ma anche le linee telefoniche”.

Una soddisfazione per il consumatore che, pochi giorni dopo aver contattato la Confconsumatori, avevano già intascato per intero le somme loro dovute.

CHIUSURA ESTIVA CONFCONSUMATORI MILANO

Dal 31/07/2015 al 01/09/2015 la sede di Milano, in via de Amicis 17, resterà chiusa al pubblico.

Per essere ricontattati nel mese di settembre scrivere una mail a: milano@confconsumatori.it

Si prega di non lasciare messaggi in segreteria telefonica. Grazie.

 

 

Contratti per adesione: la clausola di proroga tacita vessatoria anche se bilaterale

indexLe clausole di proroga tacita o di rinnovazione del contratto, se predisposte dal contraente più forte nell’ambito di un contratto per adesione, rientrano tra quelle sancite a carico del contraente aderente e sono, pertanto, prive di efficacia, a norma dell’art. 1341, comma 2, cod. civ., qualora non siano specificamente approvate per iscritto dal contraente aderente, anche quando hanno carattere di reciprocità e bilateralità.

Lo ha ribadito la Suprema Corte in una recente decisione (Cassazione civile, Sez. VI, 14/07/2015, n. 14737): secondo la S.C., non è possibile una interpretazione che, in ragione della bilateralità della condizione contrattuale prevista, escluda la vessatorietà. Infatti, in tali ipotesi, avendo il legislatore espressamente considerato vessatoria la condizione in quanto “a carico” dell’altro contraente, la valutazione ex lege così espressa non risulta superabile per il fatto che la stessa condizione operi anche “a carico” della parte predisponente.

 La ragione è che il legislatore ha considerato la vessatorietà connaturata alla clausola impositiva di comportamento “a carico” dell’altro contraente e, dunque, l’ha implicitamente ritenuta non elisa dalla bilateralità.

 Fonte: quotidiano giuridico IPSOA, notizia del 17/07/2015

 

 

Contraffazione online, Mise lancia la “Carta Italia” per bloccare i falsi

vicariL’Italia dichiara guerra alla vedita di prodotti contraffatti su Internet: dopo la Francia siamo il secondo Paese ad avere una “carta” che impegna tutti, istituzioni, Associazioni dei consumatori e imprese, a collaborare tra loro per fermare i prodotti che non sono autentici, prima che arrivino sul mercato, minacciando la sicurezza di chi li acquista. E’ la “Carta Italia” firmata oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

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Alzheimer: prima vittoria a Milano

anzianocura

Il giudice lo ha confermato «La retta dei malati di Alzheimer non è dovuta»; Confconsumatori accoglie con entusiasmo la notizia

 

Dopo che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4558 del 22 marzo 2012, aveva statuito che nulla, assolutamente nulla può essere chiesto ai malati di Alzheimer e ai loro parenti per il ricovero in RSA o in cliniche private convenzionare, oggi anche la giurisprudenza di merito ha iniziato ad uniformarsi al dettato della Suprema Corte. Confconsumatori, che da tempo si occupa del tema e che ha in corso cause analoghe in diverse città d’Italia, ha accolto con entusiasmo la notizia.

Il primo ad essersi pronunciato in materia, proprio in queste settimane, è stato il Tribunale di Milano con sentenza n. 7020/15. Il caso è quello del fratello di una malata di Alzheimer, che aveva proposto opposizione avverso una cartella esattoriale di 118.245,12€ emessa da Equitalia Nord S.p.a., la quale pretendeva dall’uomo, in qualità di unico erede della malata, il credito vantato dal Comune di Milano nei confronti della sorella, deceduta, in condizioni di non autosufficienza perché affetta da Alzheimer. Tale credito derivava dal pagamento, effettuato dall’ente territoriale, della retta di ricovero presso la RSA Istituto Geriatrico.

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