Emergenza Covid

In connessione all’emergenza Coronavirus, gli uffici resteranno chiusi al pubblico fino a data da destinarsi.
Contatti nel periodo di emergenza da Coronavirus:
Email: milano@confconsumatori.it
oppure lombardia@confconsumatori.it

Sospensione mutui: accolta la proposta di Confconsumatori

Su suggerimento dell’associazione, innalzato a 400 mila euro il limite massimo per accedere alla sospensione dei mutui prevista dalla Legge Gasparrini

Parma, 2 maggio 2020 – La legge di conversione del Decreto Legge Cura Italia ha ampliato la platea dei mutui contratti per l’acquisto della prima casa soggettivi a sospensione, una manovra che potrà essere utile a molte famiglie in questo periodo di crisi da Covid-19.

Il D.L., in origine, dava la facoltà di accedere alla sospensione prevista dalla legge Gasparrini per i mutui di importo erogato sino a 250 mila euro. Confconsumatori, nel corso dell’iter di conversione, aveva segnalato a Banca d’Italia, Ministeri competenti e Senato che detta norma era limitativa e aveva proposto l’innalzamento del limite a 400 mila euro.

In seguito, la proposta dell’associazione è stata accolta dalle autorità: restano così immutati i requisiti soggettivi (perdita del lavoro, cig, perdita di fatturato) ed oggettivi (abitazione non di lusso) di accesso previsti nell’originaria formulazione.

Ora, con la legge di conversione i mutui sospendibili, con tanto di contribuzione statale sugli interessi maturati per effetto della sospensione, è stato innalzato esattamente a 400 mila euro. Restano fermi i requisiti soggettivi (perdita del lavoro, cig, perdita di fatturato) ed oggettivi (abitazione non di lusso) previsti nell’originaria formulazione.

Confconsumatori non si ferma qui. Avendo raggiunto accordi con ABI e ASSOFIN per la sospensione anche di altro genere di finanziamenti alle famiglie, attende l’adesione numerosa di Banche e Finanziarie ai protocolli sottoscritti, nell’interesse delle famiglie e delle stesse Banche.

Confconsumatori ricorda che l’associazione, attraverso le proprie sedi territoriali, è a disposizione di consumatori, cittadini e utenti per la tutela dei loro diritti. A questo link è possibile contattare gli sportelli delle sedi territoriali più vicine

ANZIANO FRAGILE

Convegno Emergenza Alzheimer?

Milano: successo per il Convegno ‘Emergenza Alzheimer? I malati e i loro famigliari’ di Confconsumatori

Il convegno “Emergenza Alzheimer? I malati e i loro famigliari” organizzato a palazzo Isimbardi a Milano da Confconsumatori in occasione del quarantennale dalla fondazione ha creato un’occasione preziosa di incontro tra tutti gli interlocutori interessati dal problema dell’aumento degli anziani con disturbi cognitivi-comportamentali, in particolare quelli affetti da Alzheimer: un tema che assume sempre di più i tratti di un’emergenza e che richiede uno sforzo per trovare risposte adeguate alle crescenti esigenze dei malati e dei loro famigliari, sia sul piano dell’assistenza socio-sanitaria sia sul piano della sostenibilità economica. Dal confronto è emerso, oltre all’esigenza, anche la volontà di dar vita a un percorso condiviso che porti a ripensare una politica socio-sanitaria che parta dalla valorizzazione dell’anziano in buona salute, risorsa della collettività, e che segua l’accrescimento delle fragilità con risposte diversificate, adeguate ai bisogni di assistenza e di cura.

I dati parlano chiaro: nel 2015 erano 46,8 milioni le persone nel mondo affette da forme di demenza, saranno 74,7 nel 2030 e 131,5 nel 2050. Sono numeri citati da Aldo Rosano dell’Istituto superiore di Sanità in apertura del convegno. “In Italia i malati sono almeno 1 milione – ha detto Rosano – ovvero il 7,5% della popolazione ultra 65enne. In tutto, considerati i famigliari dei malati sono 4 milioni le persone coinvolte. Nel nostro Paese nel 2066 raddoppieranno i malati e saranno già 1,5 milioni nel 2036. L’unica vera forma di prevenzione è l’attività fisica: l’incidenza delle demenze diminuirebbe del 20% a fronte di un’attività fisica regolare, ma l’Italia è molto indietro rispetto ad altri Paesi”.

Per Marco Trabucchi, docente di Neuropsicofarmacologia, presidente di AIP e ideatore dell’Alzheimer Fest, occorre lavorare sulle risposte che il sistema sanitario oggi è in grado di dare. “Bisogna continuare a fare ricerca – ha detto Trabucchi – ma anche agire sui punti di debolezza. I medici di base dovrebbero fare le diagnosi precoci e infondere fiducia nel sistema sanitario; inoltre va potenziata la diffusione territoriale delle unità di valutazione Alzheimer”.

Toccanti le testimonianze dei famigliari che vivono quotidianamente il dramma della malattia degenerativa, come Antonella che ha trovato nel canto l’unico canale di comunicazione con la madre affetta di Alzheimer. Ma oltre le difficoltà sul piano umano ci sono quelle economiche di chi non ce la fa a pagare la retta del parente malato e si trova costretto addirittura a vendere anche la propria casa. “Le persone che vengono da noi – hanno spiegato Francesca Arnaboldi vicepresidente di Confconsumatori e Giovanni Franchi legale dell’associazione – lo fanno quando il parente malato è già ricoverato in una struttura e i famigliari non hanno più la possibilità di continuare a rispettare l’impegno di integrare con risorse proprie la retta. Mandano la lettera di recesso che trova fondamento nelle pronunce della Cassazione e conferme nella giurisprudenza. Le sentenze ottenute a Monza, a Milano, a Roma e in altri tribunali rendono evidente e non più rimandabile il problema: al dramma si aggiunge la difficoltà economica che richiede una soluzione a livello istituzionale

La giornalista Maria Giovanna Faiella del Corriere della Sera ha invitato le Istituzioni presenti a rispondere alle molte domande emerse nel corso del convegno. Giulio Gallera, Assessore al Welfare della Regione Lombardia ha illustrato il processo di riforma del sistema sanitario regionale in corso che prevede la figura di un gestore unico che accompagni il paziente in tutte le fasi della malattia, ma il problema sono sempre i costi. “C’è l’intenzione di destinare risorse alla compartecipazione delle rette – ha detto Gallera – ma la coperta è corta. Non possiamo farci carico di tutti i malati, serve un equilibrio”.  Pierfrancesco Majorino, Assessore politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano, ha portato l’esperienza del Comune di Milano. “Siamo andati oltre l’erogazione del contributo economico che spetta al Comune – ha detto Majorino – sull’Alzheimer abbiamo creato una rete di servizi e iniziative sul territorio. Ma scontiamo un enorme ritardo da parte delle Istituzioni che hanno lasciato per troppo tempo il problema sulle spalle delle famiglie. Serve un progetto individualizzato, un nuovo approccio, e per realizzarlo è fondamentale il lavoro di squadra con tutti gli attori interessati”. La Senatrice. Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato è tornata sul tema dei costi. “La coperta è corta ma bisogna anche vedere come vengono usati i soldi pubblici. Con la volontà politica si possono recuperare risorse con spostamenti di interesse tra categorie di spesa: ad esempio, rivedendo il prontuario farmaceutico; oppure monitorando l’efficacia e l’uso di determinati servizi (compresi i macchinari) per verificarne l’adeguatezza. La risposta non può essere l’affidamento al privato, l’impegno e il controllo devono essere pubblici. La legge 38 sulle cure palliative e la terapia del dolore non è da riservare solo al fine vita: servono reti di cure palliative sul territorio con finanziamenti indirizzati. Il problema dell’Alzheimer e delle demenze, poi, non è solo sanitario ma socio-sanitario: non si è ancora riusciti a integrare il bilancio delle spese sanitarie e quello del sociale. Riguardo le sentenze, sono l’unico strumento che ha il cittadino, che vive una situazione di solitudine e sfiducia nello Stato. Ma il ricorso alla magistratura non può essere l’unica strada, perché verrebbe meno la sostenibilità”.

Molti gli interventi, anche accesi, del pubblico in sala che ha messo in evidenza le difficoltà economiche delle Rsa, oltre a quelle delle famiglie. Facendosi interprete delle istanze dei presenti, Francesca Arnaboldi ha invitato le Istituzioni presenti e, in particolare, la senatrice De Biasi a dare continuità al dialogo avviato con il convegno di Confconsumatori promuovendo la creazione di uno o più tavoli ad hoc sul tema dell’assistenza socio-sanitaria dei malati affetti da demenza, e in particolare da Alzheimer, coinvolgendo, oltre alle Regioni e agli Enti locali, anche le associazioni dei consumatori e dei famigliari dei malati e le Residenze Sanitarie Assistenziali. Un invito accolto dalla senatrice e dai presenti con disponibilità.

Pay-tv & Calcio: Confconsumatori prepara un esposto

Chi vuole seguire la propria squadra è costretto a un doppio abbonamento, con aggravio di costi e nuovi disservizi: Confconsumatori raccoglie segnalazioni

Parma, 5 settembre 2018 – Disservizi, disagi e nuovi costi si abbattono sugli utenti appassionati di calcio che usufruiscono dei servizi di trasmissione in abbonamento delle partite per il nuovo campionato. Come è noto, per la stagione calcistica 2018/2019 i diritti di trasmissione degli incontri di Serie A sono stati ripartiti tra le due emittenti televisive Sky e la piattaforma digitale Dazn.

Tale nuovo ed improvviso riassetto dei diritti sta comportando disagi e costi aggiuntivi per gli utenti ed è stato già oggetto di una specifica attività istruttoria da parte dell’Antitrust per “Presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori – con riferimento – alla commercializzazione dei pacchetti delle partite di calcio per la stagione 2018/2019“.

Tutto ciò perché il consumatore è costretto alla sottoscrizione di un doppio abbonamento, qualora voglia essere certo di poter seguire tutte le partite della squadra di calcio per cui tifa, con un sensibile incremento del costo dell’abbonamento annuale, rispetto al prezzo delle scorse stagioni andando anche ad incidere su abbonamenti già in essere con altre reti televisive.

Per esempio, un abbonato Mediaset poteva vedere nella scorsa stagione tutta la serie A e le partite di Champions, quest’anno per avere lo stesso servizio è stato costretto, senza vedersi ridotto il costo del proprio abbonamento, ad abbonarsi anche a Sky e Dazn. Stessa problematica per i clienti Sky che non possono, rispetto alla scorsa stagione, accedere alle partite del sabato e della domenica sera in esclusive su Dazn, ma comunque costretto a pagare la stessa cifra.

In aggiunta si sono riscontrati notevoli problemi di connessione ad internet, sulla piattaforma Dazn, nel corso delle partite Napoli-Milan e Parma-Juventus con la conseguenza che molti non hanno potuto vedere le partite delle loro squadre del cuore oppure le hanno viste “a singhiozzi”.

Per rafforzare l’istruttoria dell’Autorità garante per la concorrenza e per sollecitare un intervento dell’AGCOM la Confconsumatori sta raccogliendo reclami e segnalazioni da parte degli utenti.

Chi intendesse aderire all’azione di sollecito oppure rendere noti altri disservizi può contattare gli sportelli di Confconsumatori. L’elenco con i recapiti è disponibile a questo link: http://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/

Scarica il:Modulo esposto

 

 

Alzheimer: grande vittoria per Confconsumatori Una sentenza fondamentale che dà speranza a tante famiglie alle prese con le rette delle RSA per i parenti malati.

«Ora intervengano le Regioni»

Il malato di Alzheimer ricoverato in RSA che necessita di prestazioni sanitarie non deve pagare la retta che dev’essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non più dei parenti. A conferma di questo principio, Confconsumatori, da tempo impegnata a fianco delle famiglie con malati e anziani non autosufficienti, ha ottenuto un’importantissima sentenza relativa alle rette di ricovero nelle RSA e strutture convenzionate.

IL CASO – La figlia di una donna malata di Alzheimer (deceduta nel corso del giudizio) aveva ricevuto un decreto ingiuntivo chiesto dalla RSA di Monza, presso la quale la paziente era stata ricoverata, con il quale le si intimava di pagare ben 39.274,66 € a saldo della retta di ricovero, oltre interessi e spese. Ciò anche sulla base di una dichiarazione scritta con la quale la figlia si era impegnata a corrispondere gli importi mensili dovuti dalla madre, qualora fossero venute meno le risorse di quest’ultima.

Il Tribunale di Monza, con sentenza pubblicata 1 marzo scorso, non solo ha revocato il decreto ingiuntivo ma ha anche condannato la RSA a restituire quanto era stato in precedenza versato(2.327,70 €) ritenendo che nulla sia dovuto per i malati di Alzheimer ricoverati, quando necessitano oltre che di prestazioni assistenziali, quali il vitto e l’alloggio, anche di quelle sanitarie. Il Tribunale ha chiarito anche che, in questi casi, un impegno come quello assunto dalla figlia deve ritenersi nullo, non avendo ragion d’essere farsi carico dell’obbligo di pagare ciò che non è dovuto.

LA CASSAZIONE – Secondo l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsu

matori, che ha tu

telato madre e figlia in giudizio la sentenza ha grande rilevanza: «Il Tribunale si è uniformato alle sentenze della Cassazione (in particolare alla sentenza n. 22776 del

 2016) per le quali quando vi sia stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e quelle sanitarie, anche le prime sono a carico del servizio Sanitario e non possono, invece, essere fatte pagare ai malati e ai loro parenti. La sentenza del Tribunale di Monza, inoltre, fa chiarezza sul fatto che anche il nuovo DPCM 14.2.11 non ha modificato la disciplina, avendo lasciato a carico del Servizio Sanitario le “prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria”, come quelle di regola necessarie ai malati di Alzheimer».

 

UNA BATTAGLIA ISTITUZIONALE – Al di là delle battaglie in tribunale, Confconsumatori sta sollecitando le Istituzioni affinché si uniformino a quanto statuito dalla Suprema Corte e, più in generale, affrontino il problema degli anziani malati con politiche adeguate alla gravità della situazione. Lo scopo della Confconsumatori, infatti, non è incentivare le cause ma piuttosto stimolare la nascita di una efficace nuova politica socio-assistenziale.

Scarica la sentenza del Tribunale di Monza.

Guarda qui la puntata di PRESADIRETTA SU RAI 3:

RSA E ALZHEIMER: LA BATTAGLIA DI CONFCONSUMATORI SU RAITRE

<Sono spese sanitarie, quindi se ne deve fare carico il Servizio Sanitario Nazionale>, ecco un momento della puntata "Lasciati soli" di PresaDiretta andata in onda ieri sera. Le telecamere di Raitre entrano nella sede di Confconsumatori Lombardia per parlare di Alzheimer e dell'impegno della nostra associazione a fianco dei parenti dei malati costretti a coprire con le proprie risorse spese che, secondo la Cassazione, non sono dovute. L'intera puntata è qui: http://www.raiplay.it/video/2017/02/Presa-diretta—Lasciati-soli-0203e93a-11ea-45ac-85a9-c21d80a7e28a.html #Alzheimer #RSA #Presadiretta

Pubblicato da Confconsumatori Nazionale su Martedì 7 marzo 2017

 

 

Alzheimer: da Milano l’input per un tavolo nazionale

Dal convegno, premiato dal Presidente della Repubblica, nasce un percorso condiviso tra Istituzioni, Rsa, terzo settore e associazionismo per ripensare la politica socio-assistenziale e sanitaria

Milano, 16 ottobre 2017 – Il convegno “Emergenza Alzheimer? I malati e i loro famigliari”, organizzato da Confconsumatori in occasione del quarantennale dalla fondazione, si è tenuto a palazzo Isimbardi, sede istituzionale del Governo di Città Metropolitana di Milano, che comprende 134 Comuni di un’area di grande importanza per il paese. Si è trattato di un’occasione preziosa di incontro tra tutti gli interlocutori interessati dal problema dell’aumento degli anziani con disturbi cognitivi-comportamentali, in particolare quelli affetti da Alzheimer: un tema che assume sempre di più i tratti di un’emergenza e che richiede uno sforzo per trovare risposte adeguate alle crescenti esigenze dei malati e dei loro famigliari, sia sul piano dell’assistenza socio-sanitaria sia sul piano della sostenibilità economica. Dal confronto di questa mattina è emersa, oltre all’esigenza, anche la volontà di dar vita a un percorso condiviso che porti a ripensare una politica socio-sanitaria che parta dalla valorizzazione dell’anziano in buona salute, risorsa della collettività, e che segua l’accrescimento delle fragilità con risposte diversificate, adeguate ai bisogni di assistenza e di cura.

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Polizze index linked: nulle se la banca non ha fornito l’informazione precontrattuale

COMUNICATO STAMPA

Polizze index linked: nulle se la banca non ha fornito l’informazione precontrattuale
«chi ha acquistato una polizza con sottostante obbligazioni Lehman, potrà ottenere la restituzione di quanto perduto»

Milano, 14 settembre 2010 – Con sentenza pubblicata a luglio 2010 il Tribunale di Milano ha stabilito che la banca collocatrice presso un suo cliente, per conto di una compagnia assicurativa, di una polizza index linked (o unit linked) con sottostante obbligazioni Lehman Brothers è gravata nei confronti del cliente da responsabilità precontrattuale, sia generale (art. 1337 c.c.) che specifica (art. 109 D. lgs 174/95 e Circolare ISVAP 451/D del 24.07.2001), nel caso che venda al cliente la polizza senza fornire tutta l’informazione precontrattuale sulla polizza medesima. Ne consegue l’obbligo della banca di restituire il capitale investito (il premio) oltre agli interessi legali e le spese di giudizio.

In concreto è accaduto al cliente-consumatore quanto accade a tutti i clienti acquirenti di polizze index (o unit) linked presso la loro banca. I fatti salienti sono i seguenti.

La banca propone al cliente la polizza (index o unit) presentandola solo verbalmente come un prodotto sicuro in quanto il capitale è garantito o “assicurato”.
La banca fa quindi sottoscrivere al cliente una “proposta di acquisto” di polizza e, nella suddetta proposta, fa sottoscrivere specificatamente anche la clausola con cui il cliente dichiara di “ricevere” la Nota Informativa sulla polizza in cui, come si scoprirà solo più tardi, risulta invece che il capitale non è affatto garantito e che l’investimento è rischioso, in quanto concernente strumenti finanziari appartenenti ad una classe di rischio “alta” e negoziati in conflitto di interessi.

Nella proposta di polizza sono contenute altresì due clausole, non specificatamente sottoscritte dal cliente : il contratto di compravendita della polizza è concluso, benché il premio sia pagato dal cliente alla banca alla sottoscrizione della proposta,  solo a seguito di ricezione da parte del cliente della lettera di conferma da parte della compagnia assicuratrice (emittente la polizza); il cliente può esercitare, entro trenta giorni dalla ricezione della lettera di conferma, il diritto di recesso dalla polizza.
Tuttavia, la banca non consegna al cliente una copia della proposta di compravendita con la conseguenza che il cliente non sa di dover ricevere e la Nota Informativa e la lettera di conferma; la compagnia assicurativa non invia al cliente la lettera di conferma a mezzo racc. AR – indispensabile stante la circostanza che tale documento “conclude” il contratto per volontà espressa della compagnia assicurativa (autrice del modulo su cui è stampata la proposta) e fa scattare il termine per l’esercizio del diritto di recesso da parte del cliente con conseguente obbligo per la compagnia assicurativa di restituire il premio.

Ne consegue che la banca non può provare di aver consegnato la Nota Informativa sia perché questa è menzionata in due documenti (proposta e lettera di conferma) mai consegnati al cliente, sia perché la Nota Informativa non risulta datata e sottoscritta dal cliente. In ogni caso la Nota Informativa, quand’anche consegnata, non risulterebbe comunque consegnata “prima” o “in tempo utile” al cliente, circostanza indispensabile per un investimento consapevole (artt. 21 TUF e 28 RC 11522/98), e ciò perché manca tale specificazione nella proposta, modulo prestampato predisposto dalla compagnia assicurativa le cui espressioni letterali, nel dubbio, si interpretano a favore del cliente (art. 1370 c.c.).

Rileva l’avv. Martino Bianchi, difensore del cliente-consumatore : «Questa sentenza è importante perché ha fissato alcuni principi guida : le polizze index linked o unit linked, anche se collocate prima dell’introduzione nel TUF dei “prodotti finanziari emessi da compagnie assicurative”, sono comunque strumenti finanziari poiché hanno una causa prevalentemente finanziaria (remunerare un capitale, anziché assicurare un rischio attinente alla vita umana); il contratto di compravendita della polizza è concluso al momento del versamento del premio da parte del cliente; la violazione delle norme sulla informazione dell’investitore risulta provata documentalmente; tale violazione comporta la responsabilità della banca sul piano precontrattuale e la responsabilità della compagnia assicurativa relativamente alle domande di nullità, annullamento e risarcimento del danno. A questo punto tutti coloro che hanno perso il capitale investito, a causa dell’acquisto di una polizza con sottostante obbligazioni Lehman, potranno ottenere la restituzione di quanto versato, oltre agli interessi legali e spese di giudizio».

 

RIMBORSO PENSIONI

RIMBORSO PENSIONI

RICORSO CONTRO IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE

IL 31 DICEMBRE SCADONO I TERMINI PER OTTENERE LA RIVALUTAZIONE DEL TRATTAMENTO PENSIONISTICO PER GLI ANNI 2012 e 2013 E RELATIVO ADEGUAMENTO PER LE ANNUALITA’ SUCCESSIVE

I FATTI

Fino al 31 Dicembre 2011 tutte le pensioni, a prescindere dal loro ammontare, venivano annualmente rivalutate – con espressione tecnica – perequate all’aumento del costo della vita, ossia all’inflazione (+2,7% nel 2012 e +3% nel 2013).

La rivalutazione è stata bloccata dalla Legge Fornero che con sentenza n. 70 del 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima, imponendo all’INPS (e ai Fondi Integrativi) il ripristino della perequazione per le pensioni superiori al triplo del trattamento minimo

RIMBORSO PENSIONI

 anche per gli anni 2012 e 2013 con aumento della pensione mensile e pagamento degli arretrati dal 1 gennaio 2012.

Sennonché con successivo decreto legge (n. 65/2015), il Governo ha ridotto pesantemente ed in alcuni casi escluso totalmente gli aumenti e gli arretrati dovuti in forza della perequazione per gli anni 2012/2013 ripristinata dalla Corte Costituzionale.Tale decreto è evidentemente incostituzionale tanto che sono già numerosi i Tribunali e le Corti dei Conti che hanno rimesso la questione alla Corte Costituzionale.Dalla palese incostituzionalità dello stesso discende che tutti i pensionati che nel 2012 e 2013 hanno percepito una pensione complessiva (incluse anche le eventuali pensioni integrative e di reversibilità) superiori a 1.405,05 lordi mensili (pari a circa 1.129,27 netti) potranno agire in giudizio e chiedere la restituzione di quanto illegittimamente trattenuto dall’INPS.

Per effetto dell’accoglimento del ricorso al pensionato spetteranno sia l’aumento mensile che gli arretrati dal 1 gennaio 2012 in avanti oltre interessi e rivalutazione.

Cosa fare per avere questi risultati?

Per prima cosa bisogna interrompere la prescrizione quinquennale inviando entro il 31 dicembre 2016 all’INPS, tramite raccomandata A/R, una richiesta di rivalutazione del trattamento pensionistico per gli anni 2012 e 2013 e relativo adeguamento per le annualità successive.

Dopo di che, se l’INPS come probabile non si adeguerà, bisognerà agire in giudizio. E per ridurre le spese verranno predisposti ricorsi collettivi.

MA È NECESSARIO INVIARE LA LETTERA ALL’INPS ENTRO IL 31.12.2016.

Chi volesse essere seguito dalla nostra Associazione per il ricorso all’INPS

deve

iscriversi alla Confconsumatori versando una quota di 2€ 

o

– recandosi alla sede di Via De Amicis 17 – Milano, previo appuntamento (02.83241893 oppure scrivendo a milano@confconsumatori.it) dove riceverà il modulo da compilare;

– effettuando un bonifico sul conto BancoPosta (codice IBAN IT87Z0760101600001015659681), a seguito del quale verrà inviato il modulo con le istruzioni via mail.

N.B. i pensionati che sono già associati alla Confconsumatori (Soci ordinari 40€ annuali o Soci simpatizzanti 2€ annuali), se lo richiedono avranno la possibilità di ricevere via mail il modulo suddetto senza alcuna altra formalità.

 

Energia in movimento – i contratti di energia elettrica e gas

bollettaPer orientarsi nelle trasformazioni del mercato energetico, è necessario informarsi
attraverso i canali giusti.

Grazie al progetto di Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori e Cittadinanzattiva orientarsi e non sbagliare è molto più facile.

Scopri di più: scarica la GUIDA ENERGIA 2018

Per avere tutela e per conoscere i dettagli del progetto vai sulla pagina dedicata: ENERGIA IN MOVIMENTO